Cari lettori,
oggi vorrei parlarvi di San Valentino. Eh lo so, che palle, direte voi. La pubblicità ci ammorba da settimane. Vetrine dei negozi infestate di cuori, colore rosso a profusione, pubblicità di cioccolatini che citano a sproposito poesie di Prévert (eresia!). Non so voi, ma io non ne posso più: tutto intorno a me è un segnale continuo del mio essere sola come un cane. Sono sempre stata una single molto felice e un'accoppiata tormentata...insomma, ho sempre creduto che lo stare da sola fosse la mia vera vocazione. Ultimamente la situazione si è un attimino ribaltata. Un lato della mia vita ha preso una bellissima piega: faccio un lavoro che mi piace e mi soddisfa, sono molto motivata a finire e proseguire gli studi, ho poche amicizie, ma molto fidate e insomma, tutto va come deve andare. Però cazzarola, sono stanca di essere sola. Un po' è una carenza fisica (famo a capisse, in fondo siamo animali) e un po' è proprio voglia di innamorarsi per sentirsi un po' più vivi, perchè l'amore, per tormentato che sia, fa sentire vivi, nun ce stà niente a fà. Le opinioni delle amiche a cui ho esplicitato questo desiderio sono molteplici: c'è chi dice che se non succede è perchè in fondo in fondo non voglio che succeda, c'è chi dice che sono un'orsa e mi privo di ogni possibile piacere a causa della bassa autostima, chi ancora sostiene che io sia troppo crocerossina per avere una storia normale, ed è per questo che finisco sempre con l'accoppiarmi a psicopatici che o spariscono nel nulla o si rivelano stalker di lunga carriera. Io non ho un'opinione: mi sento predisposta, ma allo stesso rifiuto qualsivoglia tipo di avance. A volte mi sento una gran figa, ma appena mi fanno un complimento mi smonto e ho reazioni ridicole. Oppure mi sento uno schifo e la reazione è pressochè la medesima. Mi sento cazzutissima, insomma, ma di fatto sono una povera imbecille. Ma non vorrei degenerare parlando di me...quello che volevo dire è che:
1) San Valentino è in qualche modo una festa religiosa. Sì, perchè Valentino è un santo e sono stati i benedettini (almeno credo) a dichiararlo patrono degli innamorati e iniziare a festeggiarlo. E comunque non so se conoscete la storia di San Valentino, ma è veramente deprimente. In pratica 'sto Vale era un sacerdote che doveva sposare una cristiana e un centurione romano. I vecchi di lei ostacolavano il matrimonio, ma alla fine cedettero e acconsentirono. Appena avuta la benedizione di mamma e papà, si scoprì che la tipa era malata e stava per morire. Il povero centurione chiese a Vale di unirli per sempre. Così lui lo battezzò e li sposò. Subito dopo morirono entrambi. Minchia, l'aveva proprio preso alla lettera quando gli chiese di tenerli uniti per sempre! Come vedete le storie religiose sono sempre allegre come un attacco di colite. Io sono orgogliosamente atea, lo sapete...e questa storia la trovo davvero poco lieta. Indi per cui, a me la festa di San Valentino non piace;
2) San Valentino è anche un festa commerciale (come tutte le feste religiose, peraltro). Non vorrei essere banale, ma se uno è innamorato lo è ogni giorno. Non sarà un peluche a forma di cuore o un mazzo di rose o un cioccolatino accompagnato da una frase stucchevole a dimostrare qualcosa che fai mancare per il resto del tempo...o sbaglio? Comunque ho festeggiato un solo San Valentino nella mia vita: il mio fidanzato mi aveva regalato una rosa con dentro un anello. Il giorno dopo l'ho trovato su una panchina che limonava con una ragazza che tutto il mondo (tranne lui, evidentemente) sapeva essere zoccola, e l'ho lasciato. Per dire, no? Sarà che la mia unica festa degli innamorati è finita in merda, ma non trovo ci sia nulla da festeggiare.
3) Insomma, ho concluso che San Valentino fa schifo e nonostante questo riesco a deprimermi per la mancanza di una persona a fianco. Sapete cosa vi dico? A volte basta poco per stare subito meglio. Una fetta di torta al cioccolato fondente con sopra una ganache di cioccolato bianco, questa canzone di sottofondo, sentirsi belle e sorridere :)
N.d.A.: perdonate la citazione "incolta" dei Dari nel titolo, ma in questo caso cadeva a pennello.
Uno spazio per pensieri, riflessioni, racconti, sogni, stronzate, polemiche. Uno spazio tutto mio, ma alla portata di chiunque, da inondare con la mia incontinenza verbale.
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lunedì 13 febbraio 2012
sabato 7 gennaio 2012
Maledetta Primavera
Ieri ho raggiunto l'apice del farmi schifo. Credo di averlo mascherato abbastanza bene, ma la verità è che mi facevo schifo da sola, a livelli mai toccati prima. L'abbiamo provata tutti questa sensazione, almeno una volta.
Al pomeriggio decido che la sera sarei uscita, e dato il pessimismo e il fastidio degli ultimi giorni, il mio impegno era: provare a divertirsi senza segoni mentali.
La scelta di un vestito adatto (adatto a cosa, poi, visto che non sapevo dove sarei finita) ha richiesto molto più tempo del previsto. Non che io abbia l'armadio di una diva, sia chiaro, solo che quelle tre cose in croce che ho mi facevano tutte schifo, ovviamente. Ho provato quattro vestiti. Non so chi sia stato più crudele tra lo specchio e la mamma. Lo specchio ha una forma strana, è posizionato in modo particolare, riflette una luce giallognola. Insomma, non ti sembra di stare mai bene bene, e alla fine scegli ciò che più ti piace, non ciò che meglio ti sta. Mia mamma invece, che ha assistito ai cambi d'abito, commentava così "Questo è molto carino sul decolletè, ma fa difetto sulla pancia, VIA!" "Questo copre molto bene la pancia, davanti sembri quasi magra, ma se ti giri ti fa il culo come una portaerei, VIA!" "Questo è ok, ma non hai una maglia fatta così, così e cosà da abbinarci? EHM NO, VIA!". Al terzo cambio ho pensato di farla finita e mettere un bel burqa, così da poter coprire tutto quello che c'era da coprire. Poi finalmente scovo nell'armadio un vestito mai messo, ancora con il cartellino attaccato: fa schifo, ma visto che faccio schifo anch'io decido che va bene quello. Fa difetto sulla pancia. Pazienza, la pancia c'è, inutile tentare di nasconderla.
Passiamo al trucco. No guardate, davvero, non sono una di quelle che normalmente "si prepara" per uscire, ma ieri, vi giuro, ce n'era la necessità. Una fioritura di brufoli che manco a tredici anni. E ve lo assicuro, non ho mangiato cioccolata in questi giorni, anche se Dio solo sa quanto avrei voluto scofanarmi una tavoletta da 250 gr di fondente, pur di liberare un po' di endorfine. Saranno stati gli ormoni pre-ciclo. Bei momenti. Comunque, coprire i brufoli è una delle grosse piaghe dell'umanità, assieme al buco nell'ozono, la fame nel mondo e il silk-èpil. Alla fine sembravo un mascherone. Fanculo, tanto faccio schifo lo stesso. Ombretto nero a badilate sulle palpebre, così si abbina col nero delle occhiaie. E via. Eccola là, Zio Fester.
Schifosa come non mai esco. Con una carogna sulla spalla che mi accompagna e uno sguardo truce a segnalare l'odio che covo verso l'umanità.
Volete sapere come è finita? Ho rotto le palle agli amici per andare al karaoke. Un posto più trash dei karaoke io non so se esista. Almeno, i karaoke della zona sono un covo di sfigati. Inizialmente pensavo che andandoci avrei potuto accrescere la mia autostima, vedendo che c'erano casi ben più disperati del mio. La visione di certa gente e il nettare degli dei (la birra) mi hanno aiutata ad alzare il tono dell'umore. Dovete sapere che non bevo molto, quindi dopo la quantità di birra che agli altri rinfresca le fauci, io sono già ubriaca come una cocuzza. Al che mi sono completamente omologata al resto della gentaglia che ivi si trovava. Lara mi trascina a cantare. Dopo una "Your song" piuttosto sottotono (anche perchè, diciamocelo, non la sapevamo), chiediamo "Maledetta Primavera". Lara fa l'indifferente, non capisco nemmeno se sta cantando o no. Io invece, fin dalle prime note, vengo travolta dalla sofferenza amorosa di Loretta Goggi mista alla mia e mi lancio. Al "...che importa se-e-e-e-e-e-e-e" prendo per la manica un tipo col giubbotto di pelle accanto a me e lo sbatto (a ritmo) come se avessi di fronte l'uomo che mi ha fatto soffrire, e che ha fatto soffrire anche Loretta, cazzo. Urlo come una gallina strozzata, ho un'espressione tipo "cacca durissima" o "forte sprangata sul cranio". Soffro, cazzo, quanto soffro. Forse un pochino anche il pubblico.
Esco soddisfatta, senza un briciolo di voce. Bella serata. Non me ne importa un fico secco se sembravo una donna alla frutta che stava raschiando il fondo del barile. Io mi sono divertita e va bene così.
Nell'immagine, Loretta urla al telefono con l'uomo che l'ha fatta soffrire.
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